• Cambiare vita.
  • Cambiare lavoro.
  • Cambiare abitudini.
  • Cambiare prospettiva.

Sono desideri che molte persone esprimono, ma che spesso rimangono solo intenzioni.

Perché è così difficile cambiare, anche quando sappiamo che la situazione attuale non ci rende più felici?

La risposta non riguarda la forza di volontà.

Molto spesso riguarda il nostro mindset, cioè il modo in cui interpretiamo noi stessi, il mondo e le possibilità che abbiamo davanti.

Perché il cambiamento ci spaventa?

Ogni cambiamento porta con sé una perdita.

Prima ancora di regalarci qualcosa di nuovo, ci chiede di lasciare andare ciò che conosciamo.

  • Abitudini.
  • Certezze.
  • Ruoli.

Perfino un’identità che, pur non facendoci stare bene, ci è familiare.

Il nostro cervello è progettato per proteggerci da ciò che percepisce come incerto.

Per questo motivo possiamo rimanere per anni in una situazione che non ci soddisfa.

L’infelicità conosciuta, infatti, spesso ci appare più sicura di una felicità ancora tutta da costruire.

Le paure che ci tengono fermi

Quando si parla di cambiamento, la paura più dichiarata è quasi sempre la stessa:

“Ho paura di sbagliare.”

In realtà, dietro questa frase se ne nascondono molte altre.

  • La paura del giudizio.
  • La paura di perdere ciò che si è costruito.
  • La paura di fallire.

Ma anche una paura molto meno evidente:

  • la paura di riuscire.

Perché se il cambiamento funzionasse davvero, dovremmo fare i conti con tutte le occasioni che abbiamo rimandato.

Le paure autentiche si trovano quasi sempre un livello più in profondità rispetto a quelle che raccontiamo.

Il peso delle convinzioni personali

Uno degli ostacoli più grandi al cambiamento sono le convinzioni che abbiamo costruito negli anni.

Frasi come:

  • “Non sono portato.”
  • “È troppo tardi.”
  • “Io sono fatto così.”

sembrano descrivere la realtà.

In realtà, molto spesso la creano.

Chi pensa di non essere capace di prendere decisioni finirà per evitarle.

E ogni decisione evitata rafforzerà quella convinzione.

Molte di queste idee non le abbiamo nemmeno scelte.

Le abbiamo assorbite dalla famiglia, dalla scuola, dalle esperienze vissute o da vecchi fallimenti.

Con il tempo abbiamo smesso di metterle in discussione.

Le scuse che ci raccontiamo

Quando vogliamo cambiare ma non agiamo, troviamo spesso spiegazioni molto convincenti.

  • “Non ho tempo.”
  • “Non è il momento giusto.”
  • “Prima devo capire meglio.”
  • “Alla mia età ormai…”

Sono frasi che conosciamo bene.

Il problema è che spostano sempre l’ostacolo all’esterno.

E quando la responsabilità è sempre fuori da noi, diventa impossibile fare il primo passo.

Cosa distingue chi cambia davvero?

Molti pensano che serva coraggio.

In realtà, ciò che distingue chi riesce a trasformare la propria vita è un’altra cosa.

Chi cambia smette di aspettare di sentirsi pronto.

Accetta di iniziare anche con qualche dubbio.

Perché comprende una verità semplice:

la sicurezza arriva dopo il primo passo, non prima.

C’è poi un secondo elemento fondamentale.

Chi cambia si assume la responsabilità del punto in cui si trova.

Non come colpa.

Ma come punto di partenza.

Se riconosco dove sono oggi, posso iniziare a costruire il domani.

Il cambiamento parte dal mindset

Quando si parla di mindset si pensa spesso al pensiero positivo.

In realtà il lavoro è molto più concreto.

Significa rendere visibili le convinzioni che guidano le nostre scelte.

Osservare il linguaggio che utilizziamo.

Mettere in discussione ciò che consideriamo “vero”.

Domandarsi:

Questa convinzione descrive davvero la realtà oppure racconta solo una vecchia storia?

Molte volte basta cambiare il modo in cui interpretiamo una situazione perché cambino anche le possibilità che vediamo davanti a noi.

Cambiare vita non significa cambiare tutto

Uno degli errori più frequenti è voler rivoluzionare completamente la propria esistenza.

Cambiare lavoro.

Cambiare città.

Cambiare relazioni.

Ma spesso il problema non è fuori.

È il modo in cui ci stiamo muovendo.

Se non facciamo chiarezza su ciò che conta davvero, rischiamo di cambiare scenario portandoci dietro gli stessi schemi.

Il cambiamento che dura nel tempo è diverso.

È graduale.

Consapevole.

Parte dalla conoscenza di sé.

Protegge ciò che funziona e lascia andare ciò che non è più allineato con i propri valori.

RE-ALIGN: il primo passo verso il cambiamento

RE-ALIGN nasce proprio per questo.

Per offrire uno spazio in cui fermarsi, osservare le proprie convinzioni e capire quali stanno aiutando la propria crescita e quali, invece, stanno impedendo il cambiamento.

Non si tratta di trovare motivazione per qualche giorno.

Si tratta di costruire una direzione più chiara, attraverso esercizi pratici, riflessioni guidate e strumenti concreti.

Perché il cambiamento non inizia quando sparisce la paura.

Inizia quando scegliamo di fare il primo passo, anche se la paura è ancora con noi.

3 Ottobre dalle ore 14:30 alle ore 19: 30 a Castelbrando, Cison di Valmarino (TV)